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Pignoramento di Equitalia presso terzi ex art. 72 bis D.p.R. 602/73.

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Abstract: Pignoramento presso terzi (ex art. 72 bis D.P.R. 602/73) sulle provvigioni maturate dall’agente di commercio. Pignoramento basato su cartelle esattoriali e/o su intimazioni di pagamento. Accolta istanza di sospensione. Competenza funzionale del Giudice dell’esecuzione.

La fase più soddisfacente della vita di un avvocato è il poter raccontare le proprie battaglie legali, specie quelle al cardiopalma, impossibili.

Un mio carissimo amico – agente di commercio – ricevette nel 2012 un atto di pignoramento presso terzi da parte di Equitalia.

Con questo atto gli venivano di fatto pignorate in maniera totalitaria tutte le provvigioni maturate e quelle maturande.

Lo sconforto e la frustrazione nel vedere l’unica fonte di reddito, di fatto azzerata, lo misero in una brutta situazione. Mutuo, figli e moglie a carico. Ma non tutto era perduto. Qualcosa si poteva fare. Così fù!!!


Cosa contestammo… in breve?

Il modus operandi di Equitalia era ed è illegittimo. Mi domandò il mio amico “Qual’è l’importo pignorabile da Equitalia sulle provvigioni maturate“? Il rapporto di agenzia soggiace alle stesse regole  degli stipendiati e dei pensionati.

Quindi le provvigioni possono essere pignorate nella misura massima di 1/5. Ma non fu solo questa eccezione che portò ad un risultato favorevole. Grazie alla spiegata opposizione, il mio amico continuò a lavorare in serenità. Il Giudice ordinario accolse la richiesta di sospensione dell’esecuzione. Le provvigioni, TUTTE, furono incassate nell’attesa del giudizio di merito. 


Storia di un processo vinto! I FATTI.

In data 31 Ottobre 2012, l’agente della riscossione notificava alla società XXXX atto di pignoramento dei crediti verso terzi – art. 72 bis D.P.R. 602/73 (VALORE 122.930,92) al fine di pignorare le somme di spettanza del Sig. XXXXX per le quali il diritto alla percezione da parte di quest’ultimo era maturato anteriormente alla data della notifica oltre alle restanti somme alle rispettive scadenze.

Le varie cartelle notificate nel tempo non venivano messe prontamente in esecuzione.  Così, precedentemente, per poter riattivare l’esecuzione, l’agente della riscossione notificava in data 13 settembre 2012 diversi atti di intimazione di pagamento.

Avverso l’atto di pignoramento presso terzi (EX ART. 72 BIS D.P.R.), si proponeva opposizione ai sensi dell’art. 57 D.p.R. 602/73.  All’interno dell’atto veniva, altresì, inoltrata istanza di sospensione dell’esecutività del pignoramento. Il Giudice adito fissava l’udienza per la comparizione delle parti. 


Una strategia processuale che ha dato i suoi frutti.

Fondamentale è stato creare un “terremoto” per far vacillare quanto oggi è dato per scontato. All’epoca non era ancora intervenuta la sentenza della Suprema Corte a Sezioni Unite 23397/2016 (sulla prescrizione quinquennale ).

Il quadro normativo, sebbene chiaro, era stato inquinato da sentenze discordanti della Cassazione. Tuttavia riuscimmo a spuntarla.

Riporto gli estratti del verbale d’udienza con un esito TOTALMENTE FAVOREVOLE PER IL MIO AMICO
***
Per il Sig. XXXXX è presente l’Avvocato Leonardo Andriulo del foro di Taranto il quale preliminarmente impugna e contesta quanto ex adverso prodotto ed articolato sia in linea di fatto che in punto di diritto. Si da atto altresì della presenza dello stesso opponente all’odierna udienza lo stesso sua sponte impugna, contesta e disconosce altresì tutta la documentazione prodotta ed in particolare l’allegato nr. 3 estratti di ruolo ed avvisi di accertamento.


1) Per prima cosa abbiamo messo in discussione il titolo esecutivo.

In primis si vuole evidenziare che le intimazioni di pagamento “tutte”, poste a base dell’atto di pignoramento presso terzi, sono state tutte oggetto di opposizione innanzi alla Commissione Tributaria di Brindisi.  Come risulta dalle note di deposito mostrate al Giudice. Si premette dunque, come l’atto di pignoramento risulti emesso e fondato su titoli non definitivi.


2) Successivamente abbiamo evidenziato che pignorare il 100% delle provvigioni porta alla povertà. COSA ILLEGITTIMA anche per Equitalia.

Qualora ciò non dovesse essere di per se sufficiente per ottenere la richiesta sospensiva, si vuole rappresentare all’Ill.mo Giudicante quanto segue:
è doveroso osservare che la ricostruzione effettuata da controparte riguardante altri rapporti commerciali “in essere” da cui il Sig. XXXXX trae le sue sostanze per vivere è del tutto priva di realtà e avvalora ulteriormente la dannosità dell’azione intrapresa in suo danno. Ricostruzione fatta a tavolino senza alcun riscontro.
Posto che non esistono altri rapporti, come anche evidenziano le fatture relative ai rapporti commerciali intrattenuti dal Sig. XXXXX per gli anni 2011 e 2012, si rileva che se ci fossero state queste ulteriori fonti di reddito, sarebbero, anzi sono state ULTERIORMENTE pignorate da XXXXX.

Un passaggio fondamentale che abbiamo evidenziato!

Ancor di più ad horas si confermano quegli elementi utili per l’ottenimento della sospensiva. Sul fumus boni iuris (mancanza della validità del titolo). Sul periculum in mora (le somme pignorate non consentono di percepire reddito). L’opponente è stato privato di tutto il reddito o (bontà altrui) dei redditi per sostenere la sua di persona e di coloro i quali convivono con lo stesso: moglie e tre figli.


3) La competenza del giudice dell’esecuzione anche in presenza di tributi e sanzioni.

L’atto di pignoramento affonda le sue radici sia nelle cartelle esattoriali che nelle intimazioni di pagamento. Inoltre la conseguente azione esecutiva è stata avviata sia per tributi che per sanzioni. Ed è per questo che si ritiene ammissibile la proponibilità dell’opposizione mediante l’art. 57 Dpr 602/73 e la competenza del Giudice del Tribunale di Modugno anche in base all’art. 26 c.p.c..

Una sentenza molto utile quando ancora non era intervenuta la sentenza 8618/2015 a Sezioni Unite.  Per l’esecuzione (anche tributaria) è competente il Giudice Ordinario.
Si vuole qui richiamare quanto già è stato affrontato nel merito dal Tribunale di Bari con la sentenza nr. 24/2010. Il Giudice Monocratico dott. A. Bianchi … ha così statuito: “in primo luogo deve osservarsi che l’azione esecutiva è stata avviata sia per la riscossione di tributi sia per la riscossione di sanzioni amministrative è pertanto ammissibile l’opposizione presentata dalla L. (parte opponente) in quanto l’art. 57 del D.P.R. 602/73, come motivato dal D.Lg. 46/99, invocato dall’opposta, prevede l’inammissibilità dell’opposizione all’esecuzione esclusivamente in relazione ai crediti tributari. L’eccezione di inammissibilità è dunque priva di fondamento”.


4) Altro passo importante per la decisione provvisoria e definitiva. Il disconoscimento della documentazione.

Si rappresenta inoltre che la documentazione disconosciuta è stata prodotta in copia e, come già richiesto, se ne doveva dare prova con l’originale. Al giudice stabilire in merito anche al fatto che molte ricevute di ritorno non sono riferibili a XXXX (Creditore/Procedente).


5) La prova delle impugnazioni del titolo esecutivo.

L’Avv. L. A. ad integrazione di quanto innanzi e vista la sollevata eccezione circa la mancata prova dell’effettiva impugnazione degli avvisi/ intimazione di pagamento. Deposita altresì numero 40 ricevute di deposito rilasciate dalla commissione tributaria di Brindisi.
Inoltre ci si oppone alla richiesta avanzata da controparte relativa alla produzione documentale in originale. Stante il dettato normativo la opposta aveva un termine perentorio per depositare gli atti a corredo della propria difesa. Ci si rimette alla decisione dell’Illustrissimo Giudicante.
Si insiste per la concessione della sospensione.


LA DECISIONE DEL MAGISTRATO 

IL GIUDICE

rilevata la sua competenza sulla decisione del ricorso, posto che l’atto di pignoramento attiene sia a tributi che a sanzioni;
rilevata la copiosa documentazione afferente la impugnazione delle intimazioni di pagamento;
rilevata altresì la pendenza innanzi alla commissione tributaria di Brindisi dei ricorsi avverso le stesse;
valutata altresì ad oggi l’esistenza delle cartelle presupposto dell’atto di pignoramento presso terzi e la risalenza di alcune di esse ad epoca remota,
talché si intravede l’esigenza della tutela del diritto alla difesa dell’opponente
P.Q.M.

Il Giudice sospende l’atto impugnato e rilevata la regolare notifica del terzo pignorato ne dichiara la contumacia. Rinvia l’udienza del 2 luglio 2013 per la prima udienza di comparizione nel merito.


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