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Fine di un matrimonio? Soluzioni al giorno d’oggi.

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A cura dell’Avvocato Rotale – Ilaria Parisi

La coppia, da sempre cellula della nostra società, a causa del crescente svilimento dei valori fondanti (fedeltà, rispetto, sacrificio, condivisione, capacità di comprensione) si ritrova a fare i conti con la sua dissoluzione.

La lacerazione porta inesorabilmente a conflitti interpersonali che spesso le parti non riescono a risolvere tra di loro. Ciò richiede l’intervento di un terzo, un Giudice per lo più. Ed invero, fino a poco tempo fa, la via maestra per la cessazione degli effetti civili del matrimonio era un percorso ben definito che vedeva in una prima fase la separazione (consensuale o giudiziale) della coppia, per poi giungere a distanza di tempo (3 anni) alla dichiarazione di divorzio.

Le regole sono cambiate!


    Oggi, il Legislatore anche sull’onda di pressanti richieste da parte della società civile, gli alti costi da sopportare ma, sopratutto i lunghi tempi giudiziari, ha creato un set di norme che consentono a particolari condizioni, la possibilità di poter affrontare lo scioglimento della coppia mediante diversi strumenti.

    Infatti, con il D.L. 132/2014 convertito in legge con modifiche il 10 novembre 2014 dalla Legge 162, in una logica di rielaborazione del processo civile, con la specifica finalità di riduzione dell’arretrato giudiziario, la coppia che consensualmente vuole separarsi o divorziare non dovrà necessariamente rivolgersi al giudice, ma avrà la possibilità di scegliere sostanzialmente tre vie:

A) Presentare un ricorso congiunto al Tribunale;
B) Utilizzare un percorso di negoziazione assistita da avvocati (art. 6, D.L. 132/2014);
C) Concludere un accordo presso l’ufficio dello Stato Civile, in presenza di determinate condizioni (art. 12).

    Come è facilmente intuibile, dunque, lo scopo principale della novella è quello di consentire alla coppia di trovare una soluzione di separazione personale, cessazione degli effetti civili del matrimonio e di modifica delle condizioni di separazione o divorzio, senza necessariamente rivolgersi all’autorità giudiziaria. Nuova importanza è data al ruolo di negoziatore all’avvocato, dall’altra, in presenza di situazioni che non riguardino soggetti deboli da tutelare, come ad esempio i figli minori, coinvolgendo direttamente l’Ufficio Comunale.

I COSTI.


    In base allo strumento scelto, naturalmente, i costi variano.  Ad esempio sono abbastanza contenuti nel caso di conclusione di accordo innanzi all’Ufficiale di Stato Civile, si parla di poche decine di euro ma, ciò è possibile, solo in presenza di alcune particolari condizioni (vi sia accordo tra i coniugi, non vi siano figli minori o portatori di handicap grave o economicamente non autosufficienti; l’accordo non può contenere patti di trasferimento patrimoniale produttivi di effetti traslativi di diritti reali su un determinato bene. L’accordo può contenere invece pattuizioni aventi per oggetto l’assegno periodico (assegno di mantenimento e divorzile). Non può contenere, per il solo divorzio, la previsione della corresponsione, in un’unica soluzione dell’assegno periodico di divorzio (c.d. liquidazione una tantum).

    Quando si sceglie la separazione/divorzio innanzi al Tribunale o mediante negoziazione assistita, le cose cambiano. Di rilievo è il grado di litigiosità esistente nella coppia o ex coniugi. In caso di procedimento innanzi al Tribunale, oltre alla spese di giustizia, quantificate alla data di redazione del presente post in euro 43 (nel caso di separazione consensuale) bisognerà aggiungere la parcella del legale che varia.

    I nostri onorari sono concordati e oscillano mediamente tra un minimo di 1.500,00 € (oltre accessori di legge), ed un massimo di 2.500,00 € (oltre accessori di legge) per la negoziazione assistita. Come detto dipende dal grado di conflitto esistente che richiederà un maggiore impegno nei casi in cui i coniugi dovessero mantenere un atteggiamento c.d. muro contro muro.
Mentre per una procedura innanzi al Tribunale si va da un minimo di 2.000,00  € (oltre accessori di legge) ad un massimo di 3.500,00 € (oltre accessori di legge). Anche in questo caso la differenza la farà la reale situazione e la tipologia di procedura. Nel primo caso si procederà alla presentazione di un ricorso per separazione consensuale mentre nel secondo sarà di tipo giudiziario. La tariffa sarà SEMPRE E COMUNQUE preventivamente concordata E MESSA PER ISCRITTO. Offriamo la possibilità di dilazionare detti importi.


IL NOSTRO MODO.


    Da oltre 10 anni ci occupiamo di questi casi. Abbiamo strutturato un modello di gestione dei conflitti di coppia che ha permesso al 70% dei nostri clienti di utilizzare la formula della separazione consensuale e da qualche anno la negoziazione assistita senza dispendio di tempo e sopratutto malessere fisico e psicologico. Il nostro modo di gestire i conflitti familiari è basato sul dialogo e mediazione familiare. Tecniche collaudate che permettono di ricominciare un percorso di civile dialogo, specie quando ci sono figli minori.

“Ci siamo infatti accorti che è importante considerare che i conflitti coniugali spesso sorgono dalla incapacità di dialogo ed incomprensioni. Trascinare, se non per fondati motivi, il proprio coniuge in Tribunale per una guerra come quella vista nel film la guerra dei Roses, non è il massimo. Spesso accade che sbollita la rabbia, rimane molta tristezza nell’animo umano. E per questo che suggeriamo sempre in prima battuta un approccio soft”.

    Abbiamo strutturato, quindi, le nostre routine interne nel pieno rispetto delle regole dettate dal Legislatore, che è stato attento a ben scandire il percorso che i coniugi dovranno seguire per giungere alla definizione del loro rapporto.

UN PERCORSO PRE-STABILITO.


    Quattro semplici passaggi per spiegare quanto verrà fatto per raggiungere la definizione (pacifica) del rapporto di coppia. Non è mai facile quando oltre alla delusione amorosa entrano in ballo tutti gli aspetti della vita relazionale di un essere umano. Lo sappiamo bene. Per questo, al fine di dare un valido supporto abbiamo racchiuso tutto in 4 passaggi:


PASSO NUMERO UNO:

     E’ nostra prassi, dunque, dopo un primo incontro/consulto, fornire un ventaglio di scenari possibili per prevenire le altrui richieste e permetterti di decidere sapendo dei risvolti tecnici nelle diverse ipotesi. Spesso il sentito dire, il consiglio dell’amico, non è solutorio della personale vicenda familiare. Per questo dedichiamo molta attenzione in questa fase, ponendo domande e sopratutto ascoltando le risposte che il più delle volte indicano la via maestra per la soluzione.

 

PASSO NUMERO DUE:

    Procederemo ad inviare alla controparte (coniuge o ex coniuge in caso di divorzio breve) un formale invito a stipulare un accordo. Quest’ultima ha 30 giorni di tempo per manifestare il proprio consenso alla adesione all’invito. Il più delle volte la risposta arriva dal collega di controparte che viene subito contattato dai nostri esperti (avvocati, mediatori familiari) e con cui si inizia a tessere un rapporto improntato alla lealtà e correttezza.

PASSO NUMERO TRE:

A seguito della manifestazione dell’accordo per giungere alla separazione, si procede a negoziare sia frontalmente tra le parti, nonché tra avvocati come sopra detto. Si giunge così alla redazione di un accordo con le condizioni di separazione E LO SI SOTTOSCRIVE. Già in questa fase la separazione produce i propri effetti. In caso di separazione, ad esempio, si può lasciare il tetto coniugale o avere diritto al mantenimento. Tuttavia, il suddetto documento deve passare al vaglio della Procura della Repubblica di riferimento, la quale dopo aver verificato la validità e correttezza delle condizioni stabilite dalle parti in armonia con l’ordinamento, rilascia un parere di NULLA OSTA.

PASSO NUMERO QUATTRO:

La fase finale della separazione mediante negoziazione assistita, vuole la trascrizione della separazione allo stato civile. Anche questa fase viene in parte curata dall’Avvocato incaricato. Stesso iter per il divorzio che naturalmente porterà alla cessazione degli effetti civili del matrimonio.

I NOSTRI RISULTATI MEDI


    Nel 90% dei casi, da quando è attiva la negoziazione assistita mediante gli avvocati, siamo riusciti a concludere e sottoscrivere l’accordo di separazione nel termine di 70/80 giorni. Il costo medio dei nostri onorari è stato di circa 1.800,00 € (oltre accessori di legge)  e i nostri assistiti mantengono TUTTI buoni rapporti di civile rispetto con gli ex!

    Per ogni dubbio ed ulteriori informazioni contatta il nostro team di esperti in diritto di famiglia/separazioni e divorzi.


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