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Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità

Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità – art. 650 c.p.

Cos’è importante sapere?

Vogliamo essere d’aiuto al lettore per meglio far comprendere questo articolo del codice penale e sopratutto cos’è la violazione dell’inosservanza provvedimenti dell’Autorità. Come al solito cercheremo di essere semplici nella esposizione e quanto più completi. Ma dato la particolarità del reato rimaniamo disponibili per ogni ed eventuale chiarimento.

La fattispecie prevista dall’articolo in esame (il comportamento tenuto dal cittadino) viene regolamentata dall’art. 650 c.p. rubricato, appunto, “inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità”.

L’art. 650 del codice penale disciplina l’inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità  che così dispone.

Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non  costituisce un più grave reato  [337,338, 389, 450c.II , 509], con l’arresto fino a tre mesi  o con  l’ammenda fino a 206 €.


Cosa si rischia in caso di inosservanza di un dispositivo dell’autorità  (art. 650 c.p.)?

Precisiamo subito che LE CONSEGUENZE POTREBBERO ESSERE GRAVI

La sanzione, di natura penale, è una contravvenzione e non di un delitto, nella maggior parte dei casi si viene condannati al pagamento di una somma di denaro. Ma non è una semplice sanzione amministrativa. BISOGNA DIFENDERSI LEGALMENTE. Infatti, qualora non si dovesse procedere a “contestare” l’addebito, questo diventerà un precedente penale personale.

SE NON CI SI OPPONE SI
DIVENTA PREGIUDICATI!


Quali sanzioni per inosservanza delle prescrizioni? La contravvenzione come pena.

Come detto, in caso di inosservanza delle prescrizioni previste dall’art. 650 c.p., tale tipologia di reato viene sanzionato con una contravvenzione. Ricordiamo che la differenza tra delitti e contravvenzioni è disciplinata dal codice penale all’art. 39.

Non esiste una definizione di delitti e contravvenzioni. Questa la si può desumere da diverse “caratteristiche” ben chiare nell’ordinamento penale.  La definizione, la si può ritrovare per esempio, nella differente gravità del fatto. I delitti sono quei reati per i quali è prevista la pena dell’ergastolo, della reclusione, della multa, mentre le contravvenzioni sono quei reati per i quali è prevista la pena dell’arresto e/o dell’ammenda.

Chi viola l’art. 650 c.p. E’ PUNITO con l’arresto
fino a tre mesi  o con  l’ammenda fino a 206 €.

La “gradazione” della pena (cioè da 1 a 3 mesi o la somma fino a 206 €) è stabilita dal giudice, naturalmente rapportata alla gravità del fatto.


Le esigenze tutelate dall’art. 650 c.p..

  1. Esigenze di giustizia tutti i motivi riferibili non solo all’attività giurisdizionale svolta dai giudici, ma anche a tutte quelle attività rivolte all’attuazione del diritto obiettivo ad opera del P.m. o della Polizia giudiziaria (Cass. I, n. 1252/1992).
  2. Esigenze di sicurezza pubblica si vuole intendere tutti quei provvedimenti adottati dall’autorità per la tutela della sicurezza e dell’incolumità dei cittadini in forza della previsione contenuta nell’art. 1 r.d. 18/06/1931, nr. 773 (t.u.l.p.s.).
  3. Esigenze di ordine pubblico si vuole intendere tutti quei provvedimenti emanati dall’Autorità in vista della tutela della tranquillità pubblica e della pace sociale.
  4. Ragioni di igiene si vuole  si riferiscono alla materia della sanità pubblica intesa in senso ampio, dovendosi ricomprendere in essa anche la difesa del territorio e la tutela dall’inquinamento

Quando si consuma il reato dell’inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità?

Nella pratica quotidiana il reato si consuma quando, a seguito di un ordine verso il cittadino “di tenere un certo comportamento” e questi non lo rispetta.

La norma (NON RISPETTATA), come si vedrà in seguito, deve obbligatoriamente indicare quale è il comportamento da tenere. La violazione e la relativa sanzione, quindi scattano quando c’è il mancato ottemperamento all’ordine.


Quale elemento psicologico è richiesto dal reato ex art. 650 c.p.?

Parlando dell’elemento psicologico del reato questo si consuma tanto in presenza di dolo, quanto di colpa. Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Il Dolo è la cosciente volontà della inosservanza di una norma.

Mentre per la colpa “è stato chiarito, nell’art. 650 c.p., che l’avverbio “indebitamente” contenuto nella fattispecie incriminatrice porta a ritenere che, per l’integrazione del reato, sia necessaria una certa intenzionalità che deve presiedere all’omissione, nel senso che l’agente deve essersi reso conto di non osservare, senza alcuna valida giustificazione, l’ordine largamente impartitogli.”


Chi può essere il soggetto attivo del reato?

La norma deve essere rispettata da chiunque, ovvero, tanto le persone fisiche, quanto le persone giuridiche. Nel secondo caso, la responsabilità sarà riferibile al legale rappresentante oppure alla persona fisica che gestisce l’attività. Come detto quindi il reato in generale riguarda le persone a prescindere dalla loro carica. Queste possono essere tanto italiani, quanto stranieri. Senza distinzione di razza o religione.


Cosa dire al momento della notifica della contestazione?

Al momento della redazione del verbale, in caso di contestazione da parte degli organi di polizia, dovrete giustificare il perché del vostro comportamento.

Fate inserire le circostanze di fatto nelle vostre dichiarazioni. Nel dubbio se il Vostro comportamento è contro legge, potrete anche omettere di rendere dichiarazioni. Infatti vi verrà chiesto se avete qualcosa da dichiarare e potrete anche rispondere NULLA.

Inoltre vi verrà richiesto di eleggere un domicilio. E’ il luogo dove vi verranno notificati gli atti. Si può tranquillamente dichiarare la propria residenza.

Infine avrete la possibilità di nominare un proprio legale di fiducia. Qualora non lo facciate, NON E’ UN PROBLEMA. Vi verrà affidato un difensore d’ufficio che potrà essere sempre revocato da uno di fiducia.

Siamo disponibili ad assistervi e a ricevere le notifiche di rito presso il nostro studio legale. Qualora volesse, al momento della verbalizzazione fornite il nominativo dell’avv. Andriulo Leonardo (del foro di Taranto); quale proprio difensore di fiducia.

Potrete, altresì, eleggere domicilio presso il nostro studio sito in via P. Togliatti, 53 – Francavilla Fontana.


Cosa ha detto la Cassazione in tema di art. 650 c.p.?

Con la sentenza 46637 del 2009 della Cassazione penale è stato statuito il seguente principio:

Perché sia integrato il reato in questione, il provvedimento debba essere stato reso noto al soggetto responsabile dell’inadempimento. Il provvedimento, inoltre, dev’essere stato reso in forma scritta e deve aver indicato chiaramente quale è il comportamento sanzionato.

Il reato si consuma semplicemente dal momento in cui l’ordine di tenere quel comportamento viene emanato ma non osservato.


Il decreto penale di condanna.

E’ importante sapere che una volta avvenuta la contestazione da parte delle Autorità (Giudiziaria), verrà notificato al domicilio eletto il c.d. decreto penale di condanna.

Il verbale (notizia di reato) verrà portata all’attenzione del Pubblico Ministero che se lo riterrà, proporrà al Giudice di applicare una sanzione pecuniaria (ammenda) che può arrivare ad un massimo di euro 206.

In caso vi potrebbe essere stato comminato anche l’arresto. Detta pena potrebbe anche essere oggetto di sospensione. La richiesta è sempre formulata dal P.M.. Se il Giudice condivide la proposta del Pubblico Ministero, verrà notificato il decreto penale di condanna.


Cosa fare se si è ricevuto un decreto penale di condanna?

Ricevuto il decreto penale di condanna, sostanzialmente ci sono due vie da seguire:
1.fare opposizione al decreto penale di condanna entro 15 giorni dalla notifica;

2. estinguere il reato ricorrendo alla oblazione.

Tutto ciò  cosa significa ?

Fare opposizione significa affrontare il processo. Questa opzione è da seguire quanto vi sono valide ragioni da far valere in sede giudiziale. Naturalmente si potranno utilizzare i riti alternativi al procedimento ordinario previsti dal codice (Il giudizio abbreviato, patteggiamento).
Altra scelta è invece la possibilità di chiedere l’oblazione del reato.

Vediamo nello specifico l’istituto della Oblazione e i vantaggi per chiederla.

L’oblazione per evitare il precedente penale, ovvero, come non sporcare la fedina penale.

Riferendoci alle norme codicistiche penali ed in particolare agli articoli 162 e 162-bis – per i soli reati contravvenzionali – viene contemplato l’istituto dell’oblazione come causa di estinzione del reato.

Per il caso in esame deve farsi riferimento all’articolo 162-bis che disciplina l’oblazione nelle contravvenzioni punite con pene alternative. L’inosservanza di provvedimenti dell’Autorità infatti è punito o con l’arresto o con la multa. Cosa molto importante è che con l’oblazione si estingue il reato e si evita l’iscrizione della condanna nel certificato penale.

Nella pratica si pagherà una somma pari alla metà del massimo previsto dalla norma per la pena dell’ammenda. Tale somma dev’essere pagata, nel termine di 15 giorni e contestualmente alla domanda di oblazione.

ATTENZIONE L’OBLAZIONE NON SEMPRE VIENE ACCORDATA.


art. 650 c.p. e corona virus.

Il D.L. 19 del 25 marzo 2020, contenente ulteriori “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19”- G.U. – Serie generale – n. 79 del 25 marzo 2020, risulta essere esatta applicazione proprio di quanto previsto dall’art. 650 c.p.. La violazione del divieto di spostamento per il Covid 19 è un reato e non è una semplice sanzione amministrativa.

Infatti, il comma 1 dell’art. 4 dispone che, salvo che il fatto costituisca reato, il mancato rispetto  delle misure di contenimento di cui all’articolo 1, comma 2, individuate  e applicate con i provvedimenti  adottati  ai  sensi  dell’articolo  2, comma  1,  ovvero  dell’articolo  3, non è punito con le sanzioni contravvenzionali previste dall’art. 650 del codice penale come inizialmente previsto dall’art. 3, comma 4 del d.l. 23 febbraio 2020, nr. 6 (o  da  ogni  altra  disposizione  di  legge attributiva di poteri per ragioni di sanità, di cui all’articolo  3, comma 3), ma con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a euro 3.000; se il  mancato  rispetto  delle  predette  misure  avviene mediante l’utilizzo di un veicolo le sanzioni sono aumentate  fino  a un terzo.

Coronavirus divieto di spostamento e reato art. 650 c.p. un mix esplosivo.
La  violazione del divieto di spostamento realizza concretamente, infatti, la possibilità di essere condannati per il reato previsto e punito dall’art. 650 c.p.
Molte sono le contestazioni elevate dai Carabinieri.
Gli spostamenti sono consentiti soltanto per:

  1. comprovate esigenze lavorative
  2. situazioni di necessità;
  3. motivi di salute;
  4. rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Inoltre, le motivazioni suddette valgono, in ogni caso, a condizione che la persona non sia sottoposta alla misura della quarantena e non sappia di essere positiva al virus COVID-19.
È, quindi, indispensabile, per uscire di casa, portare con sé il nuovo modello di autocertificazione predisposto dal Governo. Questo modulo deve essere già stato compilato prima di uscire di casa; esso, inoltre, deve attestare circostanze veritiere e dimostrabili.


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